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La grotta prese questo nome perché, secondo la tradizione, fu qui che San Bonaventura venne risanato per intercessione di San Francesco. Dal belvedere antistante ad essa è possibile ammirare la cittadina di Civita di Bagnoregio.
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La posizione in cui si trova oggi (Piazza Trento e Trieste), non è quella in cui sorgeva originariamente. Essa, infatti, costituiva la via d'accesso principale al paese ed era situata qualche metro più ad est. La sua costruzione viene da molti attribuita al famoso architetto orvietano Ippolito Scalza.
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E' situata nel Parco pubblico della Rimembranza ed è stata eretta nel 1891 in onore dei garibaldini caduti nei combattimenti del settembre-ottobre del 1867. Il monumento, alto 12 metri a base triangolare, ricorda la Piramide di Caio Cestio a Roma.
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Scritto da Administrator
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Il tempietto, progettato dall'architetto Pietro Gagliardi, venne costruito nel 1862 sui resti di un antico edificio. Caratteristiche la pianta a croce greca e la cupola neo-classica.
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Scritto da Administrator
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La Chiesa è stata edificata su un'area di una chiesa antichissima, sembra addirittura risalga al 440, e in passato dedicata alla Madonna della Neve. Essa, dopo gli ammodernamenti del 1606, è stata dedicata ai santi Nicola, Donato e Bonaventura. Da allora numerosi sono stati gli interventi di restauro cui è stata sottoposta, l'ultimo dei quali, ed il più significativo, ha avuto luogo nel 1779. Nonostante i continui ampliamenti, nel suo interno
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Scritto da Administrator
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E' databile nel periodo che va dal secolo XI al XIV ed è affiancata da un campanile, di epoca successiva, che risale al 1735. La chiesa, che conserva intatti i tratti dello stile romanico - gotico secondo il quale fu edificata, è ricca di tavole e affreschi. Molte delle opere pittoriche in essa contenute vengono attribuite a Taddeo di Bartolo e a Giovanni di Paolo. Vanta un interessantissimo chiostro, realizzato in cotto su disegno del Sanmicheli e un pozzo centrale, opera di Ippolito Scalza, risalente ai primi anni del '600.
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Scritto da A. Sasso
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I calanchi sono delle particolari forme di erosione create dagli agenti atmosferici, in particolare dalle acque pluviali, nelle argille del Pliocene depositate in più riprese dall'oceano, soprattutto attorno a due milioni di anni fa: la relativa fluidità e l'incoerenza di questo strato geologico determinano dei fenomeni erosivi che si presentano come dei profondi "tagli" nei fianchi delle alture, "ferite" in cui non riescono a crescere le piante per la continua attività erosiva.
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