| II termine pizza lo abbiamo usato in precedenza, per indicare i dolci caratteristici della Pasqua che non hanno certamente l'aspetto delle pizze nel senso usato più comunemente e cioè quello di una "schiacciata". In quel caso infatti si trattava di preparazioni simili al Panettone che comunque nella nostra regione vengono tradizionalmente chiamate con il nome di pizze. Qui invece parleremo delle pizze schiacciate dolci, che venivano abituatmente preparate nel giorno in cui si faceva il pane in casa utilizzando cosi una parte dell'impasto. Più frequentemente si usava fare pizze salate sia semplici che con l'aggiunta di qualche condimento disponibile in casa (pancetta, salsicce, pecorino, rosmarino ecc.) che si utilizzavano poi per risolvere il problema di uno o più pasti; solo raramente ci si concedeva il lusso di farle anche dolci, in occasione magari di feste poco importanti o quando vi era disponibilità del vari ingredienti come gli sfrizzoli o lo strutto come nel periodo della macellazione del maiale. Alcune, come quelle con il granoturco, venivano preparate con la pastella e non con la pasta del pane ed erano chiamate, nella zona della Maremma, con il caratteristico nome di "diomeneguardi" come abbiamo già visto in un'altra ricetta. |
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