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Scritto da Italo Arieti
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| INGREDIENTI: Farina - Lievito di birra gr. 100 - Ricotta gr. 500 - Uova 2 - Olio gr. 250 - Pepe garofolato - Zafferano una cartina - Sale - Strutto |
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In una terrina sciogliere il lievito di birra con acqua tiepida, aggiungervi quindi una parte della farina ed un pizzico di sale fino a formare una pastella un poco densa che lasceremo lievitare per una o due ore. Quando il lievito sarà pronto incorporarvi la ricotta sciolta poco prima in acqua calda salata abbondantemente, quindi aggiungervi 2 uova battute, l'olio di oliva o lo strutto se disponibile, un pizzico di pepe garofolato, una bustina di zafferano ed il resto della farina fino a formare una pasta di consistenza come quella del pane. Quando si usava il lievito di casa, occorreva lasciare lievitare il primo impasto per una notte intera e nel giorno successivo si impastava ancora una volta questo lievito con altra farina lasciando ancora lievitare prima di fare l'impasto definitivo con gli altri ingredienti. L'impasto finale verrà poi distribuito nei vari tegami di rame o di alluminio, unti sul fondo e sulle pareti con lo strutto, fino a riempirne poco meno della metà, lasciare lievitare ancora per alcune ore in ambiente tiepido e quando la pizza avrà raggiunto il bordo superiore del recipiente ungere la superficie con uovo battuto, praticandovi delle incisioni perpendicolari l'una all'altra a tipo di grata, ed inviarle al forno per la cottura.
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| Queste pizze gialle venivano usate prevalentemente nella zona della Maremma tra Tuscania, Tarquinia e Canino come accompagnamento al capocollo, al salame e alle uova sode nella colazione del giorno di Pasqua e nella scampagnata del Lunedi di Pasquetta. La presenza dello zafferano, che conferisce loro il caratteristico colore giallo, da cui deriva il nome, é difficile da spiegare dal momento che nella nostra zona questa sostanza non si ritrova in nessun'altra preparazione gastronomica locale. A Blera durance le feste di Pasqua veniva preparata invece una pizza simile a questa, cioé con la ricotta ma senza zafferano, che era poi utilizzata ugualmente per la colazione di Pasqua o il Lunedi per la scampagnata. |
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