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Questa sezione vuole essere una sorta di passaggiata virtuale da effettuare entro le mura di Viterbo e fuori. Brevi cenni sugli argomenti servono a dare una idea generale ma esauriente sugli elementi che compongono il persorso.
Sono state volutamente inserite, in larga parte, delle foto in bianco e nero, che ritraggono Viterbo in altri tempi. Talora, visitando Viterbo oggi, si può notare che molti siti non sono eccessivamente cambiati. Positivo o negativo che sia, le foto rappresentano sempre un certo fascino.
L'area é stata curata dal Prof. Antonio Brancadoro, valente e noto scrittore e giornalista della cittadina.
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Passeggiata a Viterbo
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Scritto da Administrator
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Di Viterbo come centro etrusco ce ne dà conferma le tracce di tombe rinvenute nelle vicinanze della città e le fondamenta del ponte che la collega al Duomo.
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Dell’importanza raggiunta in quest'epoca nulla di sicuro si può affermare. Quasi di certo si può dire, invece, che in epoca Romana la città si trasferì in località “Riello" e questo potrebbe essere dimostrato dal rinvenimento di resti di un centro abitato.
- Con una certa sicurezza si può, altresì, affermare che l’importanza storica ed artistica di Viterbo va dal XI al XII secolo.Viterbo fu poi, per un certo periodo, sede dei Papi e, quindi, il centro della cristianità ...
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Passeggiata a Viterbo
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Scritto da Prof. Antonio Brancadoro
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Quello, però, che attrae maggiormente l’attenzione del visitatore quando si trova nella Piazza del Duomo è il loggiato del Palazzo papale del XII secolo ed il Palazzo vero e proprio. Quest’ultimo fu innalzato per uso della Corte Pontificia, a spese del Comune, da Raniero Gatti, Capitano del Popolo, nel 1266. Esso subì in seguito molti rimaneggiamenti specie nel secolo XV in cui la facciata e la maestosa scalea scomparvero sotto deturpanti ...
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Passeggiata a Viterbo
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Scritto da Prof. Antonio Brancadoro
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Giunti al termine di Via S. Lorenzo un'ampia Piazza dalle meravigliose costruzioni si apre allo sguardo del visitatore. E' Piazza del Duomo: qui la visione è fantastica e ci trasporta d'un tratto in un paesaggio del più puro medioevo. Questo magnifico tempio, dedicato a S. Lorenzo, iniziato nel secolo X ad archi a colonne romaniche, ha però una facciata del secolo XVI con elegante decorazione alla porta centrale. Si para davanti ai nostri occhi eretto, secondo alcune voci, su un antico delubro dedicato al Dio Ercole.
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Passeggiata a Viterbo
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Scritto da Prof. Antonio Brancadoro
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Prima di lasciare Piazza del Duomo, non deve passare inosservata la piccola casetta di stile gotico italiano che sorge di fronte al Palazzo Papale, detta di Valentino della Pagnotta, che ci ha conservato fino ad oggi uno dei più apprezzati tipi delle geniali costruzioni della seconda metà del secolo XIII. Da notare il portico di due archi a tutto sesto e le finestre simili a quelle del Palazzo Papale.
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Passeggiata a Viterbo
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Scritto da Prof. Antonio Brancadoro
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Quest’edificio prende il nome da Paolo III, perché si vuole che fosse abitato dalla famiglia Farnese, e si ritiene sia stato fabbricato dal Duca Ranuccio II o da qualche altro non lontano parente di quell’Alessandro Farnese che poi divenne Papa col nome di Paolo III. Siccome la famiglia di Pier Luigi Farnese, padre di Alessandro, ivi dimorò, non è improbabile che detto Papa vi sia nato.
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Passeggiata a Viterbo
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Scritto da Prof. Antonio Brancadoro
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Lasciata Piazza della Morte s’imbocca il Ponte del Duomo gettato fin dai tempi lontanissimi sul vallo che isolava il Castrum Erculis. Sorge sui resti del vecchio muro etrusco romano ancora visibile sul fianco di esso. Sulla destra appena imboccato il Ponte è il vecchio edificio detto “Ospizio dei Pellegrini” sorto probabilmente sulla fine del XII secolo. Sulla sinistra è visibile un altro antico Palazzo detto “del Drago”. Fu eretto sul finire del quattrocento da certo Giovan Battista Del Drago, tesoriere del patrimonio.
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Passeggiata a Viterbo
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Scritto da Prof. Antonio Brancadoro
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Questa fontana, dalla caratteristica forma a fuso, fu ricostruita sulla più antica distrutta nel 1367. La sua notorietà però, va ricercata soprattutto per il fatto storico di cui fu involontaria causa e muta spettatrice. Quando, nel 1367, la Corte Pontificia si trasferì a Viterbo, alcuni familiari dei Cardinali lavarono un cane nelle acque di questa fontana. L’offesa arrecata agli abitanti del quartiere, che si servivano dell’acqua della fontana per bere, fu tale che ne nacque una violenta zuffa trasformatasi in seguito, con l’intervento degli abitanti di altre contrade, in vera e propria rivolta popolare.
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