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| La Chiesa |
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Posta nella parte occidentale della valle del lago di Bolsena, ai margini di un bosco, la piccola chiesa della Madonna della Valle si presenta come una costruzione quadrangolare, coperta da tetto a doppio spiovente. Sulla facciata a capanna si apre un portale a tutto sesto, inquadrato da una ghiera di conci in pietra. Al di sopra di esso si trova una finestra rettangolare, mentre sotto la gronda sono visibili le terminazioni delle travi che sostengono il tetto. All'esterno della parete sinistra é recentemente emersa una piccola e antica porta d'accesso, anch'essa con arco a tutto sesto, ormai inagibile a causa delle successive ristrutturazioni; nella parete destra una finestrella illumina debolmente l'ambiente e facilita la circolazione dell'aria.
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Sul fianco orientale, si innesta alla chiesa un edificio rettangolare, più alto e più largo, coperto a tetto con un solo spiovente. Nella parte destra di questa struttura si innalza un campanile a vela con un'unica apertura a tutto sesto mentre sul lato orientale si trovano la porta di accesso e tre finestre. All'interno, la chiesa, si presenta ad aula unica; le pareti sono ricoperte da uno strato di vernice bianca al di sotto del quale emergono varie croci patenti bicrome, antichi signa di una essenziale Via Crucis.
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Il soffitto dell'aula, sostenuto da travi in legno, é costituito da mattoni decorati con motivi geometrici bicromi che contengono due scritte: in una compare, tra l'altro, la data "1646", nell'altra l'invocazione "MARIA ORA PRO NOBIS". Una grande nicchia a tutto sesto, nella quale, al di sopra di una pedana rialzata da un gradino é posto l'altare, conclude a oriente l'aula. Nell'intradosso affiorano, al di sotto della vernice attuale, antichi motivi decorativi. Sulla destra si trova una bassa apertura a tutto sesto che immette in un ambiente di piccole dimensioni coperto da una volta a crociera, visibile anche dall'esterno. Si tratta di un elemento di raccordo e di collegamento tra la chiesa e l'edificio rettangolare ad essa annesso costituito da quattro sale comunicanti tra di loro. Alle due stanze del piano superiore si accede tramite una serie di gradini in pietra.
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Madonna della Valle - Vista esterna
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| Le Origini |
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"Nell'estrema parte occidentale della valle, a pie di folto bosco, sorge una modesta chiesuola, dedicata alla Vergine, officiata oggi, per cura del Capitolo, un sol giorno dell'anno, il dì della Natività 8 Settembre, ma una volta quotidianamente da una congregazione di sacerdoti cite ivi avevano stanza. La chiesa antica, sulle cui rovine sorse l'attuale, aveva il doppio titolo di S. Maria e S. Lucia, ed era centro a un gruppo di abitazioni, detto luogo o Castello de perlata o peralata, che poi dette il home alla nostra magnifica valle. Oggi l'abitato non estate più, ma la chiesa ci è ancora testimonio dell'antico culto di Maria fra noi, risalendo le sue prime memorie al duodecimo secolo".
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Così, nel 1905, lo storico Mercurio Antonelli riferisce sulle origini della piccola chiesa di Santa Maria della Valle, mantra Girolamo De Angelis, nel 1841, scriveva che la chiesa portava i segni di consacrazione, ed é fama che ricevesse quest'onore da un Papa. I beni che la circondano, applicati da Urbana V all'istesso Falisco Capitolo, fan conoscere che annesso avea un cenobio. Anche Luigi Pieri Buti, che nel 1871 la definisce edicola di remotissima antichità consacrata al natale della Vergine nostra Donna, conferma che ai suoi tempi erano ancora visibili, nei dintorni della chiesa, i resti di un castelletto detto Parlata, da cui sembra derivasse il toponimo valle Parlata, Perlata, o Prelata.
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II primo documento che con certezza si riferisce alla chiesa risale, comunque, al 1488 quando un tale Antonio Petri di Castellania devise di ritirarsi a vita eremitica e scelse, a questo scopo, un luogo annesso alla chiesetta della Valle appartenente al Capitolo della cattedrale di Montefiascone. II primo ottobre di quell'anno, Antonio Petri stabilì di lasciare tutti i suoi beni immobili e mobili alla chiesetta, restandone però usufruttuario per tutta la vita. L'atto fu rogato dal notaio Andrea Guadagnini in contrada Porticella nella canonica del Capitolo che sorgeva vicino alla cattedrale di Santa Margherita.

Madonna della Valle - Acquasantiera
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Madonna della Valle - Altare
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| L'Origine della Confraternita di Santa Maria della Valle |
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Nel maggio del 1708, il vescovo Sebastiano Pompilio Bonaventura riferisce che la chiesa non aveva beni e che al mantenimento di essa provvedevano i fedeli con le loro offerte. Per evitare i furti, nella chiesa non venivano custodite suppellettili, ma erano fornite dalla cattedrale ogni volta che veniva celebrata la messa. La chiesa, all'epoca, rimaneva chiusa per la maggior parte dell'anno e veniva officiata con molta solennità nella festa della Natività di Maria. In quel giorno il Capitolo faceva celebrare tre messe e inviava un confessore affinché i fedeli, che si recavano in pellegrinaggio alla chiesa, potessero accostarsi ai sacramenti. Nel 1721 una terribile grandinata colpì le campagne della valle e il territorio circostante, e la chiesa rimase abbandonata. Per sopperire alle necessità dell'edificio sacro, il vescovo Sebastiano Pompilio Bonaventura, il 10 agosto dello stesso anno, autorizzo i fedeli a fare una questua di grano e di denaro in città durante la festa di san Bartolomeo. Le offerte furono impiegate per il restauro della chiesa e per l'acquisto di suppellettili e arredi sacri.
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In quel tempo si radunò il primo gruppo di confratelli. Nel 1728 con le elemosine dei fedeli fu acquistata una campana e pochi anni dopo fu costruita la sacrestia. Il 1° luglio 1735 il Capitolo, con l'autorizzazione del vescovo Pompeo Aldrovandi, cedette alla confraternita il terreno annesso alla chiesa, che si estendeva per ettari 1,276, affinché il reddito fosse impiegato per la conservazione dell'edificio sacro. Il 1° dicembre dello stesso anno, papa Clemente XII spedì un breve d'indulgenza a beneficio spirituale dei confratelli. Il 5 luglio 1736 i confratelli ottennero dal cardinale Aldrovandi il decreto di erezione della confraternita dedicata a Santa Maria della Valle scegliendo di vestirsi con un saio bianco ed una mantellina turchina ornata con lo stemma della Madonna. Con un rescritto del Vescovo, rilasciato il 20 maggio 1738, furono ammesse alla confraternita anche le donne. Nel 1748 fu fatta l'aggregazione all'arciconfraternita romana del Santissimo Nome di Maria. La confraternita, che possedeva il terreno annesso alla chiesa, ottenne in seguito il lascito di una piccola vigna e di quattro censi.
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Nella Visita pastorale fatta il 17 ottobre 1753 dall'amministratore apostolico Mario Maffei, vescovo di Foligno, si legge che i confratelli con le loro offerte facevano celebrare la messa quasi tutte le domeniche per i contadini e i pastori. La compagnia era retta lodevolmente dal vicario di San Flaviano, don Bernardino Tassoni, che amministrava anche i pochi beni. L'8 settembre, giorno della festa titolare, dopo la messa cantata veniva eletto il prefetto e si procedeva all'estrazione a sorte di due ufficiali. Nella stessa circostanza vi era l'aggregazione dei nuovi confratelli i quali, per essere accettati, dovevano notoriamente praticare una vita cristiana ed essere immuni da scandali. In quel giorno i nuovi associati si confessavano, si comunicavano e facevano un'offerta in denaro. Secondo gli statuti, i confratelli avevano l'obbligo di provvedere al servizio della chiesa e di partecipare col cappellano alla recita del rosario che veniva fatta tutti i giorni festivi dal mese di maggio al mese di settembre. Essi erano pure impegnati a fare a turno la questua in città. Le consorelle, oltre agli obblighi comuni che spettavano pure ai confratelli, dovevano pulire la biancheria della chiesa per ridurre le spese della confraternita che aveva scarse entrate
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Quando i confratelli partecipavano alle processioni cittadine non indossavano l'abito nella chiesa della Valle, perché era troppo lontana, ma si radunavano nella chiesa di San Carlo ove conservavano le divise. Successivamente si trasferirono nella chiesa di Santa Maria della Rocca o del Castello, di proprietà del Capitolo della cattedrale.

Madonna della Valle

Madonna della Valle - Porta murata
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| La Nuova Confraternita |
- L'antica devozione, comunque, non scomparve e, intorno agli anni sessanta, nella chiesina della Madonna della Valle nuovamente iniziarono a radunarsi fedeli e devoti, tra cui molti cacciatori che, frequentando la zona, erano rimasti attratti dalla piccola, ma suggestiva costruzione situata in un punto strategico della valle. E così, un culto che sembrava ormai scomparso, riprese lentamente vigore e la piccola chiesa della Madonna della Valle tornò ad essere punto di riferimento e di ritrovo per le devote popolazioni locali.A partire dagli anni settanta, grazie all'interessamento della ricostituita confraternita che opera con stesse finalità della precedente, sono state realizzate importanti opere di consolidamento e ristrutturazione, assolutamente necessarie alla sopravvivenza dell'edificio.
- Tra il 1985 ed il 1986 gli interventi si sono concentrati sul rifacimento dei tetti, ormai fatiscenti, della chiesa e della sagrestia. La ricostruzione éavvenuta mantenendo inalterata la struttura ed utilizzando lo stesso materiale al fine di non modificare il carattere originale della costruzione. Nel 1987, in occasione dell'anno Mariano, venne posta, a memoria e ricordo, una lapide in una nicchia all'estemo della parete nord della chiesa. Nel 1997, per risolvere il ricorrente problema dell'umidità, fu costruita un'intercapedine sul versante settentrionale dell'edificio. Successivamente, sempre a spese dei confratelli e di altri donatori volontari, fu portata la linea elettrica e realizzato un impianto di illuminazione interno; rifatta la pavimentazione in pianelle in entrambi i piani; collocate delle grate di ferro alle finestre per impedire l'accesso all'interno degli animali selvatici.
- Nel 1999, a seguito della richiesta di fedeli e di frequentatori del luogo, éstata montata una porta a vetri in grado di consentire, anche ai visitatori occasionali, la visione dell'interno, precedentemente impedita dal portone di legno. Il costante impegno ed interessamento ha quindi lasciato tracce tangibili dell'operato della confraternita e di tutti i suoi membri. Ogni anno, infatti, a riprova del ritrovato entusiasmo verso il culto mariano, la prima domenica di settembre si svolge la festa della Madonna della Valle. La manifestazione inizia con la celebrazione della Santa Messa, offciata negli ultimi anni dai compianti vescovi Luigi Boccadoro e Fiorino Tagliaferri. Poi, rifacendosi ad un'antica tradizione, si effettua la distribuzione gratuita di cioccolato caldo e biscotti, nonché la vendita di porchetta e vino. In un clima di serenità la giornata prosegue, con i giochi campestri organizzati dai membri della confraternita, per terminare con il tradizionale albero della cuccagna.
- Di anno in anno la festa, iniziata in sordina é riuscità ad avvicinare alla devozione della Madonna della Valle molti montefiasconesi ed altrettanti forestieri rimasti affascinati dal connubio di fede e tradizione popolare che caratterizza l'appuntamento. Questo risultato si deve soprattutto alla generosità dei confratelli che, con grande entusiasmo, si sono impegnati a sottrarre dall'oblio la piccola chiesa e con essa la venerazione della Madonna. Riportare a nuovo splendore l'antica tradizione del culto mariano éstato, infatti, il merito più grande della confraternita.

Madonna della Valle

Madonna della Valle - Interno
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| Festa Madonna della Valle |
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(di Paolo Salvatori, "La Voce" ottobre 1971)
Chi domenica 5 settembre, ha avuto la fortuna di incamminarsi per una stradina polverosa della Valle fino ad arrivare ad una chiesetta nascosta tra i vigneti sotto una quercia secolare, si é potuto beare di un'atmosfera dolce, spensierata, agreste, che ormai non era più dato respirare. La caotica e travolgente società dei consumi ci porta sempre più lontani dalle tradizioni, dalla natura, dalle cose semplici, come se tutto ciò non fosse parte di noi, della nostra mentalità, del nostro modo di concepire la vita. Talvolta, però, ci si offrono occasioni per meditare e ritornare al passato, per riscoprire certi valori e per apprezzarne la validità. Mi riferisco appunto alla Festa della Madonna della Valle.
Ricordo vagamente che da bambino sentivo, spesso parlare di questa Festa, dei "Signori" a cui ogni anno veniva dato l'onore e l'incarico di organizzare la festa, dei febbrili preparativi che fervevano all'approssimarsi della prima domenica di settembre perché la gente rimanesse contenta e rendesse degnamente omaggio alla Madonna della Valle. Gli anni passarono, e la festa cadde nell'oblio. La chiesetta fu semi-abbandonata e relegata a ripostiglio di attrezzi agricoli. L'anno scorso, però, un gruppo di operai e di lavoratori della terra vollero riesumare l'antica tradizione. Dettero uno scossone allo stato di inerzia e di abbandono che gravava sulla festa e si misero al lavoro. Profondendo danaro, materiale e giorni di lavoro, restaurarono e solidificarono la chiesetta, e organizzarono una festa che suscitò l'ammirazione e il plauso di tutti.
Quest'anno, forti della passata esperienza, hanno voluto fare le cose in modo migliore. Hanno predisposto dei tavoli sotto la secolare quercia e illuminato stupendamente la chiesetta, la cui vision notturna dall'alto della valle era qualcosa di toccante e di mistico insieme. lnoltre hanno fatto celebrare due SS. Messe e una funzione religiosa dal simpaticissimo e dinamico Padre Enrico Ranaldi, missionario cappuccino nell'isola africana di Capo Verde. Hanna offerto a profusione in mattinata cioccolato con ciambellone e crostata, e nel pomeriggio panini con porchetta innaffiati dall'eccellente, tipico EST! EST!! EST!!! Ma quello che di meglio hanno saputo offrire a quanti sono arrivati fin lassù, é stata la gioia di trascorrere qualche ora serena a contatto con la natura, in un'atmosfera di festa campagnola tra l'allegro cicaleccio della gente, alimentato da quell'ottimo vinello, tra i rintocchi della dolce campana e le musichette diffuse dall'altoparlante.
Al calare della sera, quando ormai le due porchette e i sette quintali di EST! EST!! EST!! erano terminati, ci siamo incamminati sulla via del ritorno, felici di aver ritrovato in quella festa, tipicamente montefiasconese, un pò di noi stessi e della nostra gente semplice e schietta che non vuol dimenticare le sue belle tradizioni. Ai "signori" della Festa della Madonna della Valle vogliamo rivolgere un sentito ringraziamento per quanto hanno saputo fare. e un timido Consiglio: continuate a festeggiare la Madonna della Valle in quel modo semplice e schietto che conoscete così bene, senza ensare a grandiosità che potrebbero snaturare il senso della festa.
La Madonna della Valle protegge le nostre campagne e la nostra gente, quindi solo ritornando alle antiche tradizioni si può onorarla degnamente. Quest'anno (1971) i "Signori" della Festa sono stati, in ordine alfabetico: Burla Agostino, Ceccarelli Narciso, Chiodo Silvano, Crocetti Domenico, Fapperdue Clemente, Manzi Domenico, Manzi Giuseppe, Manzi Tommaso, Marziantonio Rinaldo, Nevi Agostino, Onofri Piero, Presciuttini Domenico, Presciuttini Giuseppe, Quitarrini Giovanni, Ranaldi Angelo, Rocchi Mario, Romitelli Felice, Roncella Renato, Tassoni G. Battista. Tassoni Massimo. Zerbini Mario.
Madonna della Valle - La festa
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