Informazioni su Civita Castellana

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Le città della Valle del Treja e Via Amerina
|| Calcata || Castel S. Elia || Corchiano || Fabrica di Roma || Faleria || Gallese || Monterosi || Nepi || Vasanello ||
L_industria_di_Civita_Castellana
  • Dopo Viterbo, é il centro più importante della Tuscia, sia dal punto di vista demografico che economico. La cittadina ha conquistato da secoli questo primato essendo la "cerniera" tra la realtà romana (oggi metropolitana) e quella agricola viterbese. Soprattutto tra la fine degli anni '60 e l'inizio dei '70 del secolo scorso si é assistito ad un continuo sorgere di nuovi impianti industriali, che, seppure con gradualità, hanno preso il posto dei laboratori artigianali della ceramica, attività che interessa la maggior parte degli abitanti. Oggi, la produzione, con specifico interesse nel campo dei sanitari e delle stoviglierie, ha raggiunto livelli tecnici e di industrializzazione d'avanguardia.
  • Civita Castellana, pertanto, costituisce la principale realtà industriale del Viterbese. Peraltro l'intero comprensorio civitonico, comprendente i comuni di Fabrica di Roma, Castel S. Elia, Nepi, Corchiano, Gallese, Vignanello, Vallerano, Faleria, Carbognano, Caprarola, e persino Magliano Sabina, in provincia di Rieti, con una popolazione complessiva di oltre 40 mila abitanti, costituisce un indotto naturale al "polo industriale".
  • La collocazione di Civita Castellana quale centro propulsore di un così incisivo sviluppo industriale all interno di un territorio agricolo viene spiegata dagli esperti come naturale sfruttamento di un terreno culturale fertile, legato ad una profonda tradizione artigianale, e la maggiore disponibilità (rispetto agli imprenditori del capoluogo) al rischio di impresa di cui sono certamente dotati gli artigiani civitonici. Tutto ciò é dovuto all'esistenza di un consenso sociale generalizzato nei confronti dell'attività ceramica, ma soprattutto all'intuito degli operatori del settore che accanto ai naturali detentori di una tradizione secolare, hanno saputo coraggiosamente collocare elementi di notevoli capacità professionali cui e stato affidato il ruolo della conduzione manageriale delle imprese e del reperimento di manodopera altamente specializzata.
  • Il fatturato annuo dell'industria ceramica supera i 350 milioni di euro, di cui quasi la metà dovuti all'esportazione dei prodotti, inseriti nei mercati della Ue e, in particolare in quello degli Usa. A favorire, inizialmente, questa dimensione, prima artigianale e poi industriale, é stata la natura stessa del territorio: Civita Castellana sorge, in un ambiente geologico costituito essenzialmente da formazioni terziarie, specialmente del periodo miocenico e pliocenico. Sopra gran parte di queste formazioni - spiegano gli esperti - sono sovrapposti tufi, pozzolane ed altri minerali vulcanici. Tra le formazioni terziarie più estese prevalgono grandi masse di argille, alcune ricche di calve e ferro, e altre, però, e qui sta la particolarità, classificate silicati di alluminio puro tanto da servire per l' industria ceramica più fine.
  • Tali materie prime di indubbia qualità, offrivano per di più ii vantaggio di essere prodotto "in sito", consentendo di commisurare il costo alla qualità. Considerato questo aspetto economico, non é da trascurare, a Civita Castellana, il settore turistico, considerato anche il fatto che gli impianti industriali esistenti, non essendo di natura fortemente inquinante, hanno contribuito a mantenere condizioni ambientali buone. Civita Castellana e l'antica Falerii Veteres nel cuore dell'Ager Faliscus, un sito etrusco sorto in prossimità del fiume Treia.
  • Comunque la presenza dell'uomo in questi luoghi risale ad un periodo precedente. Dei Falisci, un popolo italico, che raggiunse un alto livello di civiltà si sa che usavano una lingua molto simile a quella romana ed erano in buoni rapporti con le lucumonie etrusche. Vivevano di agricoltura e pascolo. A quel tempo risalirebbe anche l'attività artigianale legata alla ceramica.
  • Sono arrivati a noi, attraverso il lavoro di recupero nelle necropoli, oggetti di straordinaria fattura. Sarebbe originaria di questa terra una delle più antiche testimonianze della lingua Latina, i famosi "carmina fescennina", espressioni arcaiche che invitano a vivere con spensieratezza, godendo dei piaceri della buona tavola e dell'amore.
Le  vicende storiche
  • Lunga fu la contesa tra Falisci e Romani per il dominio in Etruria. Ma nel 241 a. C. le legioni guidate da Q. Lutazio Cercone ed A. Manlio Torquato conquistarono Falerii Veteres.
  • Seguirono uccisioni, sequestri e violenze di una parte della popolazione che fu ridotta in schiavitù; fu confiscata la metà del territorio. Ai consoli vittoriosi venne tributato un doppio trionfo. Risale a quel periodo la nascita di Falerii Novi, adiacente all'antica Via Amerina, con mura possenti e nove porte. Tre secoli più tardi, però, la città subì un calo demografico tanto che l'imperatore Gallieno concesse particolari provvidenze, ottenendo la gratitudine della popolazione.
  • Ma le successive invasioni barbariche, in particolare dei Longobardi, provocarono l'abbandono della città romana. La gente decise di far ritorno nel sito originario laddove sorse un castello medievale. Quella terra fu successivamente assegnata al Patrimonio di San Pietro in Tuscia. L'atto di donazione, più volte rinnovato, favorì la crescita di un insediamento attorno al castello, che prese nome di Civita Castellana, cittadina che ebbe un ruolo importante nella secolare lotta per la supremazia tra papato e impero. Qui nel 1101 trovò asilo e mori l'antipapa Clemente III.
  • Nel 1154 Adriano IV, temendo l'avanzata di Federico Barbarossa, la scelse come proprio rifugio. Nel 1181 sempre a Civita Castellana morì papa Alessandro III, l'artefice della lega dei comuni contro l'Impero. Lo statuto comunale risale al 1229 su concessione di Gregorio IX, approvato nel 1252 da Innocenzo IV. Con il trasferimento della sede papale ad Avignone, lo stato della Chiesa fu all'origine di tumulti e bisognerà attendere il XV secolo perché la città torni a far parte del Patrimonio di San Pietro.
  • Rodrigo Borgia, poi eletto papa con il nome di Alessandro VI, fu governatore di Civita Castellana e a lui si devono il riassetto del centro urbano, la porta Borgiana e l'imponente rocca opera di Antonio da Sangallo il Vecchio. Fu, però, Giulio II (Giuliano della Rovere), che vi fece aggiungere il mastio ottagonale. E fu sempre per volere di un papa, questa volta Sisto V, che venne costruito il ponte sul Tevere "per levare ai passeggeri l'incomodo e il dispendio di tragittare con barca il Tevere" come si legge in una testimonianza.
  • Nel XVIII secolo fu realizzato lo spettacolare ponte Clementino sul Rio Maggiore e alla fine del secolo il collegamento tra la Cassia e la Flaminia, attraverso via Nepesina. Nel 1798 lo Stato Pontificio fu occupato dalle armate rivoluzionarie e fu proclamata la Repubblica Romana. Nel nuovo assetto amministrativo, con il quale si tentò di ammodernare l'organizzazione del vecchio regime ed introdurre le riforme, Civita Castellana venne a far parte del Dipartimento del Tevere. Nel novembre dello stesso anno il Re di Napoli, al comando di un esercito di 40.000 uomini, marciò su Roma costringendo i Francesi a ritirarsi, ma nella battaglia che si accese nei dintorni di Civita Castellana i reparti napoletani furono sconfitti.
  • La fortezza del Sangallo, durante il periodo risorgimentale, fu trasformata in prigione diventando - come rivelano molti documenti - la Bastiglia dello Stato Pontificio. Vi furono rinchiusi molti patrioti tra cui Felice Orsini, colui che, poi, sarà protagonista dell'attentato a Napoleone III. Dopo l'annessione delle Marche e dell'Umbria e la proclamazione del Regno d' Italia, a Civita Castellana toccò, almeno per un decennio, il compito di città di confine, ma il 12 settembre 1870 le truppe del Regno d'Italia guidate da Raffaele Cadorna irruppero nello Stato Pontificio ponendo fine al potere temporale dei papi.
  • Civita fu agevolmente conquistata nonostante un debole tentativo di resistenza da parte della compagnia di Zuavi. Proprio alla fine del secolo XVIII ebbe inizio lo sviluppo industriale che finirà con il caratterizzare l'economia dell'intero comprensorio. Il tutto si deve all'impegno di particolari imprenditori quali Coramusi, Volpato e Valadier che utilizzarono le cave di argilla, rinvenute nei pressi del monte Soratte. La produzione delle ceramiche diventò un'attività prevalente all'interno della comunità civitonica e nei primi anni del Novecento alle stoviglierie si sono aggiunti gli articoli idrosanitari con una commercializzazione che, gradualmente, ha permesso di far giungere i prodotti in tutto il mondo.
  • Nello stesso periodo la città cominciò a registrare uno straordinario incremento demografico produttivo che le permise di diventare il polo di un attivo comprensorio industriale. La conseguenza é stata un'espansione urbanistica che ha visto sorgere quartieri al di la del pianoro su cui, ancora oggi, insiste il centro vitale della città. Secondo gli archeologi i primi ad usare l'argilla per ricavarne oggetti furono gli Etruschi, fin dal X secolo a. C. In effetti gli scavi e i ritrovamenti avvenuti nelle necropoli di località vicine a Civita Castellana e in particolare Faleri, Valsiarosa, Celle, Penna, Scasato, Cappuccini e altre ancora, hanno permesso di riportare alla luce materiale in ceramica di pregevole fattura e altri oggetti per l'uso quotidiano.
  • Si tratta di una lavorazione arcaica, chiamata "falisca", i cui soggetti decorativi erano tratti da miti greci, ma con variazioni locali. Ciò dimostra quanto vasto, fin da quell'epoca remota, fosse l'interesse per tale attività. Ma bisogna arrivare al X secolo per avere la certezza dell'esistenza in loco di prodotti in ceramica, anche se realizzati in maniera molto grezza. Nei secoli successivi avviene la lenta trasformazione, con un graduale perfezionamento delle tecniche, fino a giungere al periodo rinascimentale quando la produzione ceramica civitonica diventa importante riuscendo addirittura a confrontarsi con quelle di due grandi scuole, Faenza e Deruta. Si assiste nel XVIII secolo ad una vera e propria trasformazione delle antiche botteghe con la sistemazione di impianti di produzione a carattere veramente intensivo. A quell'epoca risalgono testimonianze di riconoscimenti ottenuti dai maestri artigiani, tra cui la medaglia d'argento a Giovanni Trevisan, detto "Volpato" premiato da Napoleone I , che aveva notato alcuni pregevoli oggetti esposti a Roma in Campidoglio.
  • Agli inizi del XX secolo la ceramica civitonica subì una grande trasformazione. Pur conservando l'aspetto artistico, aggiunse un settore che si sarebbe rivelato importantissimo per la commercializzazione, il sanitario. A documentare il processo evolutivo del più importante settore economico di Civita Castellana é il Museo della Ceramica "Casimiro Marcantoni" (via Santi Martini, n. 4, primo piano. Orario di apertura invernale 10-12,30 / 1518; estivo 10-12,30 / 16-19. Chiuso la domenica pomeriggio e il lunedì).
Gli edifici storici
  • Capolavoro celebrato per l'eleganza delle linee architettoniche, é il bellissimo Duomo, costruito nel XII secolo, su un preesistente edificio e modificato nel XVIII. Dell'impianto romanico si conservano la facciata con due portali di marmo, decorazioni a mosaico e rosone; il pronao con una straordinaria trabeazione che si proietta in un artistico arco trionfale; il pavimento in marmo policromo; la cripta, con nove piccole navate trasversali; una parte dell'abside e, parzialmente, il campanile in laterizi.
  • Le modifiche tra il 1736 ed il 1740 furono apportate su progetto dell'architetto Gaetano Fabrizi e riguardarono l'interno, dove fu realizzata una navata unica con le navate minori trasformate in cappelle. Inoltre furono ristrutturati la cupola, l'accesso al presbiterio, l'altare maggiore, gli altari laterali e quelli che chiudono le pareti minori dei transetti. Nell' attiguo oratorio del Cuore di Maria si trovano due transenne cosmatesche, affreschi dei sec. XIII-XIV, due are romane, sculture del tardo medioevo.
  • Da apprezzare anche il Palazzo Comunale, che si affaccia sulla piazza centrale della città. Fu costruito durante il pontificato di Leone X , Giovanni de' Medici ed é abbellito da arcate. Sulla piazza si trova la Fontana dei Draghi, risalente all'epoca di Papa Gregorio XIII Boncompagni (XVI secolo). La nota decorativa dominante é costituita dai quattro draghi araldici dei Boncompagni che circondano il sostegno del catino, mentre la vasca é decorata da quattro stemmi, che si riferiscono rispettivamente alla città di Civita Castellana (lato nord), al pontefice Gregorio XIII (lati est e sud) e ad un cardinale della stessa famiglia (lato ovest). La chiesa di S. Maria dell'Arco o del Carmine era l'antica cattedrale di Civita Castellana. Rimaneggiata nel XII secolo, subì un successivo intervento risalente al XVI secolo. L'interno, suddiviso in tre navate senza transetto scandito da una successione di arcate a tutto sesto, che poggiano su quattro colonne scanalate romane con capitelli di foggia diversa.
  • Al periodo imperiale risale anche la pietra miliare, che proviene dalla via Flaminia e reca la dedica della prima tetrarchia. La chiesa di San Gregorio occupa quasi tutta la piazzetta omonima. L'edificio risale alla stessa epoca della cattedrale ed é formato da conci di tufo, più regolari e meglio conservati nella parte restaurata nel 1956. Semplice la facciata con finestra circolare e timpano rialzato rispetto ai muri perimetrali. L'interno, a tre navate é costituito da un'alternanza di colonne e pilastri quadrangolari.
  • Il campanile si innesta direttamente sul corpo dell'edificio. La chiesa di San Francesco con interno risalente al XVIII secolo custodisce una tavola di Sano di Pietro risalente al XV secolo raffigurante San Bernardino e un dipinto del 1480 dell'Adorazione del Bambino attribuita ad Antoniazzo Romano.
Gli eventi
  • Tra le manifestazioni importanti di Civita Castellana da non perdere il Carnevale con ricorrenti sfilate di carri allegorici e gruppi mascherati. Interessante il ciclo di concerti ("Civitafestival") che durante l'estate si svolge in piazza del Duomo e all'interno della Rocca. A settembre le feste patronali, i Ludi Borgiani e il Palio della Contrade.
Valle del Treja e Via Amerina
 
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