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- Adagiata a poco più di 500 metri s.l.m., sul versante orientale dei Monti Cimini, Caprarola appare sovrastata dal palazzo-fortezza costruito nel XV sec. dalla nobile e potente famiglia Farnese.Nonostante esistano tracce di insediamenti preistorici, sotto forma di palafitte presso il lago di Vico, e resti di tombe etrusco-romane in località Barco, le prime notizie su Caprarola si hanno nel 1223, e riguardano l’esistenza di una Confraternita denominata "della Croce e Disciplina".
- Successivamente, si ha menzione che nel 1275 feudatari del luogo fossero gli Orsini. Ma di lì a poco il potere passò alla terribile famiglia dei Prefetti Di Vico. Ciò almeno fino al 1370, anno in cui iniziò un alternarsi di periodi di dominazione anche da parte della casata dei Conti dell’Anguillara, da sempre acerrimi nemici dei Di Vico. Ritornata definitivamente a questi ultimi, Caprarola, come tutti i feudi limitrofi, nel 1435 tornò sotto la giurisdizione della Santa Sede.
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Cinque anni più tardi, nel 1440, il feudo venne acquistato dal Conte Everso dell’Anguillara ed a tale famiglia rimase fino al 1465, anno in cui il Pontefice Paolo II confiscò tutti i loro beni. Verso la fine del XV sec., Caprarola venne affidata in vicariato ai Riario-della Rovere, sotto il cui governo il paese cominciò a rifiorire ed a popolarsi.
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Ma la svolta vera e propria si ha nel 1504, allorquando il paese viene acquistato del Cardinale Alessandro Farnese, futuro Papa Paolo III, che la include nei beni di famiglia che, nel 1537, sfoceranno nella costituzione del Ducato di Castro e dello Stato di Ronciglione. Inizia così la costruzione dell’imponente Palazzo Farnese; tutto il paese viene adeguato stilisticamente alle nuove esigenze signorili della nobile famiglia.
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Questo periodo florido in cui Caprarola si riempì di gioielli d’arte durò fino al 1649, anno in cui, inglobati dallo Stato Pontificio il Ducato di Castro e lo Stato di Ronciglione, anche Caprarola tornò sotto il diretto dominio della Camera Apostolica, subendo lo stesso decadimento del resto della Tuscia.
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Oggi l’economia del paese, prevalentemente agricola, verte principalmente sulla coltura della nocciola e dei marroni; Caprarola è il comune del Centro Italia che vanta la maggiore produzione di nocciole. L’attaccamento della gente di Caprarola a questo frutto, che ha reso senza dubbio il paese uno tra i più ricchi della Tuscia, è testimoniato tra l’altro da una spettacolare festa, la Sagra della Nocciola appunto, culminante in un’entusiasmante sfilata di carri folcloristici ed agresti con distribuzione di nocciole tostate e tozzetti agli spettatori che accorrono in massa. Ma il principale vanto di Caprarola è senza dubbio il fastoso Palazzo Farnese, di cui parleremo più avanti. Per gli amanti della natura è disponibile un paesaggio incantevole con il Lago di Vico ed i Monti Cimini, un paradiso da visitare a piedi, in bicicletta, a cavallo o addirittura in canoa.
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Per quanto concerne gli appuntamenti, particolare importanza rivestono la Fiera Mercato, organizzata presso il Centro commerciale La Paradisa nell’ultimo fine settimana di maggio, la Corsa della Stella, gara di abilità per cavalli con fantino inscenata in occasione dei festeggiamenti in onore di S. Antonio Abate (17 gennaio) ed il Palio di Sant’Egidio Abate, altra gara di abilità e velocità di cavalli con fantino, in occasione della festa del Patrono di Caprarola (1 settembre). Da segnalare infine che sul territorio comunale di Caprarola operano interessantissimi gruppi folkloristici quali la Compagnia Teatro Popolare "P. Liuzzi", il gruppo popolare "Quelli del Martedì" e la banda musicale "F. Mascagna".
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Panorama di Caprarola
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- Nocciole, ovvero "nocchie" come pretende il dialetto locale. La pianta, trapiantata nei secoli andati, é Ia vera ricchezza della zona che produce, grazie alle favorevoli condizioni climatiche e ambientali, oltre 400.000 quintali all'anno di un tipo di frutto prelibato detto "gentile romona". Le vaste coltivazioni tingono di verde pallido, le colline circostanti e le zone rivierasche del lago di Vico. Il prodotto viene esportato per I'industria dolciaria in molte regioni italiane e all'estero. Le "nocchie" servono a preparare i dolci (tra cui i tradizionali "tozzetti"), le marmellate e i liquori e trovano anche impiego nella cucina locale (da gustare lo spezzatino di coniglio in umido con le nocciole) e nella cosmesi. Alla fine di agosto viane ad esse dedicata una sagra con carri allegorici, stand gastronomici e spettacoli musicali.
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| Piatti tipici di Caprarola sono i "pici", maccheroni fatti in casa con uova e farina, l’acquacotta ed i secondi a base di coniglio, funghi e pesce di lago. Per quanto riguarda i dolci, immancabili quelli alla nocciola come i "brutti e buoni", gli amaretti ed i tozzetti, la degustazione dei quali è consigliata inzuppandoli nel buon vinello locale. |
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