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Le città della Valle del Treja e Via Amerina
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Splendido borgo medioevale, a 50 km da Viterbo, Calcata colpisce a affascina per la straordinaria posizione che occupa rispetto al paesaggio. Il paese, infatti, sembra galleggiare nel verde, appoggiato com'è su profonde forre di tufo. Calcata ha origini che risalgono al XIII secolo a.C., epoca in cui si insediarono le prime comunità di Falisci. Il paese, pur essendo davvero minuscolo, possiede un'atmosfera del tutto particolare, che rapisce artisti, scrittori a studiosi da tutto il mondo, ma anche un notevole flusso di turisti, attirati dalla magia di un luogo sospeso nel tempo.

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Lo stemma
 
  • Calcata, isola rocciosa che s'innalza solitaria dalla boscaglia lussureggiante ed impenetrabile. II borgo, da molti archeologi considerato uno degli esempi più significativi di piccoli abitati fortificati medievali oggi esistenti in Italia, sorge su una formazione tufacea che risale all'ultima grande eruzione vulconica clell'apparato vicano, che produsse il tufo rosso a scorie nere.
  • Difficile stabilire se in origine l'attuale Calcala fosse un sito falisco; certo é che la grande estensione delle numerose necropoli scoperte nel territorio, attesta la presenza di un insediamento dei Falisci, popolazione italica appartenente al mondo etrusco, il cui nucleo più antico é stato individuato nella vicina collina di Narce.
  • Nonostante la continua presenza abitativa sulla sua rupe, il nome Calcata appare per la prima volta in un documento papale del 780, quando il territorio fu istituito come "domusculta", o tenuta papale, da Adriano I. Nel 1180 la famiglia Sinibaldi figura quale proprietoria di innumerevoli fattorie nei pressi del paese chiamato allora Castrum Sinibaldorum.
  • Nel 1291, dopo essere stata ridotta a rudere per intense attività belliche, viene riedificata dai Conti Anguillara. Tornato nel 1432 ai vecchi proprietari, per i successivi 400 anni passò in continuo alternarsi di ipoteche, riscatti, vendite e riacquisti tra i Sinibaldi e gli Anguillara.
  • Nel 1828 Calcata fu trasferita in eredità ad un ramo della famiglia Massimo, parte del Ducato di Rignano e Calcata. Fino alla recente "scoperta" di Calcata il mondo esterno incideva ben poco sui suoi ritmi quotidiani.
  • Le attività principali erano la tipica coltivazione mediterranea di uva, verdura, cereali e nocciole, l'apicultura ed il pascolo di pecore e capre.
  • Dopo l'ultima guerra il borgo iniziò a spopolarsi, ma da circa venti anni l'inaspettata solitudine delle scoscese valli che lo circondano ed il suo aspetto fiabesco, attirano l'attenzione di molti visitatori, artisti, registi e giornalisti in cerca di luoghi che possano appagare lo spirito.
 

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Valle del Treja e Via Amerina