Barbarano Romano - Cenni storici Stampa E-mail
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  • La sua antenata é San Giuliano, un borgo sorto sui resti di un pagus etrusco (forse Marturanum) attivo intorno al IV- VI sec. a.C. sotto I'influenza della "cultura" ceretana. Le necropoli rinvenute nei dintorni testimoniano della sua importanza che conobbe un lento declino a partire dal V sec. a.C., contemporaneamente a quello di Cerveteri e alla scomparsa di Vejo. San Giuliano venne, poi, abbandonata nell'XI-XII, secolo allorquando la popolazione trovò conveniente spostarsi sull'antistante sperone roccioso, ben protetto dalle gole del fosso Biedano, dove sorge oggi l'attuale abitato. Dell'antico borgo restano soltanto i ruderi della chiesa medievale dedicata a San Giuliano, in parte ricostruita con materiale di una precedente postazione romana.
  • Piantato su un alto e impervio sperone di roccia, sotto il quale corrono due piccoli torrenti, sembra ideale come rifugio sicuro e inespugnabile. E questo dovette apparire  ai Barbari di Desiderio, re dei Longobardi, che vi trovarono scampo e gli mutarono il nome da Marturano a Barbarano. Questi, infatti, considerava il luogo alla stregua di un ritrovo di barbari. Situato nella gola del torrente Biedano, deve la sua particolare struttura urbanistica a spina di pesce agli architetti medievali: la città è divisa in due dall'antica via principale (la Via Clodia, che è ancora per certi tratti visibile) dalla quale si diramano tutte le altre strade.
  • Un borgo medioevale ancora intatto, perfettamente conservato a giunto fino a noi nella sua intima bellezza, racchiuso a quasi protetto dalla cinta muraria possente. Un abitato antichissimo che ci riporta agli Etruschi e anche oltre, a periodi arcaici di cui rimangono vistose tracce nella Necropoli di San Giuliano, a due chilometri di distanza dal paese. Un ricco corredo di testimonianze archeologiche di indubbio valore che ci riportano a ritroso nel tempo fino ad età remote della storia dell' umanità. Reperti raccolti a visitabili per il turista o il viaggiatore che si trovi a soggiornare da queste parti, nel locale Museo.

La Porta di Barbarano Romano

La Barbarano di oggi é segnalata da una porta quattrocentesca (ristrutturata alla fine del Settecento) che si apre su una cinta di mura fortificata da torri cilindriche. Il centro storico é ben conservato e "vissuto", come dimostra la cura che gli abitanti riservano alle proprie abitazioni. Non c'e angolo, finestra, terrazza, scalinata che non sia ingentilita da vasi di fiori. Singolari i portali delle vecchie case: alcuni ornati da severi bugnati, altri disadorni o appena definiti da semplici cornici di peperino, altri addirittura tamponati. Spettacolare l'orrido sulle gole sottostanti il paese, che si ammira da un belvedere al termine dell'abitato.

La parrocchiale dell'Assunta, risalente al XIII secolo, é stata ristrutturata nel Settecento. La chiesa del Crocifisso accoglie un Cristo cinquecentesco e la statua delI'Addolorata; quella di Sant'Angelo é oggi destinata ad attività culturali. Nel palazzo comunale é ospitato un piccolo museo archeologico. Poco fuori dell'abitato, c'e la sorpresa della vecchia stazione "Bandita di Barbarano", in completo abbandono, dal 1962, come la ferrovia che l'attraversava sulla linea Capranica-Civitavecchia: ne resta una rara immagine di archeologia industriale.

Centro storico