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La barca del Lago di Bolsena Stampa E-mail
Il Lago di Bolsena
  • Probabilmente da millenni, i pescatori del lago di Bolsena utilizzano un particolare tipo di barca costruita dagli artigiani locali secondo tecniche rimaste invariate nel corso dei secoli. A partire dall’ultimo dopoguerra, con l’avvento delle nuove tecnologie, la tradizionale barca da pesca ha subito delle modificazioni che riguardano  i materiali da costruzione ma la forma e le caratteristiche più importanti sono rimaste invariate. Lo scafo è di forma triangolare allungata con il fondo piatto racchiuso da due fiancate e da una tavola sulla parte poppiera, detta "l’usciolo".
  • Le diverse tavole che, almeno un tempo, formavano il fondo dell’imbarcazione, sono tenute insieme da una quindicina  di tavolette orizzontali (dette le pòste) mentre altrettante paia di coste  dette "matée" a Bolsena e "materie"  a Marta tengono unito il fondo alle fiancate, quest’ultime assemblate attraverso una trave poppiera detta localmente "taluna" e da due tavole "traste" in prossimità della prua. Sino a prima dell’introduzione dell’uso del motore, la barca era provvista di quattro remi: uno posto sulla parte sinistra della poppa detto "la ròsta" e gli altri tre sistemati lungo la fiancata destra.
  • Gli scalmi, detti localmente "pire", sono privi di biforcazione, attualmente vengono saldati alle coste in ferro mentre un tempo venivano conficcati a fuoco nelle apposite scalmiere costituite da tavolette di legno. I remi vengono legati allo scalmo con pezzi di tere e cordame che formano "lo stròpio", mentre altri pezzi di rete legati alla base dello scalmo costituiscono il "mòrzo" che serve ad impedire l’attrito del remo sul legno della barca. Un tempo l’intero scafo era costituito da diverse tavole di legno di cerro, nei tempi attuali sostituito dal mogano, e le "matèe", oggi in ferro, erano ricavati da rami di olivo.
  • Attualmente vengono utilizzati due soli remi in posizione asimmetrica di cui quello poppiero "la ròsta" funge anche da timone. Da verso gli anni sessanta, la navigazione avviene attraverso piccoli motori fuoribordo o entrobordo. Prima di allora i pescatori dovevano spingersi sul lago a remi e solo a volte veniva utilizzata una rudimentale vela quadrata, spesso ricavata da vecchie lenzuola in canapa, issata su due alberi  detti  rispettivamente il "puntone", fisso su un buco ricavato sul "trasto de punta", e il "puntoncèllo", mobile, incastrato tra le "pòste". Le tradizionali regate si tengono utilizzando queste tipiche imbarcazioni.
 
  
Nomenclatura dialettale
delle parti della barca
   
1 - la punta (prua)

2 - la culata (poppa)

3 - le spanne

4 - ‘rfonno

5 - lo scalino

6 - l’usciòlo

7 - la taléna

8 - ‘rtrasto de mèzzo

9 -  ‘r trasto de punta

10 - le pòste

11 - le matèe

12 - l’orechiòzze

13 - le pirajje

14 - ‘r piro de la ròsta

15 - ‘r piro dei rièmo

16 - ‘r pirètto de mèzzo

17 - ‘r piretto de punta

18 - la brijja

19 - ‘r viaro

20 - lo sguiciòtto

21 - ‘r buco de la vèla

22 - la lèva de punta

23 - la lèva de la culata

24 - la ròsla (remo timone)

25 - ‘r rièmo

26 - lo stigo

27 - le porzòne
 
28 - la pala
 
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La barca viene vogata in piedi. Il più delle volte a vogare con i due remi è una sola persona.

I remi sono posti in posizione asimmetrica. Quello anteriore è detto ” ‘r rejmo”, quello posteriore è la “ròsta” che funge anche da timone. Occasionalmente vengono adoperati altri due remi: ” ‘r rjemo de mèzzo” e ” ‘r rejmo de punta”. Lo scalmo “piro” è privo di biforcazione; il remo viene legato con lo “stròpjo” fatto con pezzi di rete. Un tempo il ” ‘r piro” veniva fissato a fuoco tra il fianco e una tavoletta esterna detta “pirajja”, attualmente viene saldato su una costa della barca.

Attualmente non si tengono gare con queste barche, ma ce ne sono state; si trattava della rievocazione storica di un palio famoso:

La regata delle barche o Palio storico, è un’antichissima gara sportiva che si teneva regolarmente sul Lago di Bolsena; sospesa da decenni si è ritenuto opportuno rilanciarla e valorizzarla dal 1996. Documentazioni storiche con riferimenti alla regata si hanno dal 1454, altre si tennero poi nel 1462, 1514, 1618, 1747 e 1790. Quella del 24 giugno 1462 ebbe come spettatore il Pontefice PIO II Piccolomini che ne fece una dettagliata cronaca; alla gara con partenza da Capodimonte e arrivo al porto dell’Isola Bisentina, cinque barche al via, in rappresentanza dei pescatori di Bolsena, Marta, Grotte di Castro, Valentano, ed i domestici del Vescovo di Corneto (oggi Tarquinia). I pescatori di Marta, dopo un duello appassionante con quelli di Bolsena vinsero la gara.. Nella prima edizione di rilancio con finale 24 giugno 1997 hanno partecipato sette imbarcazioni, in rappresentanza delle cittadine che si affacciano sul Lago di Bolsena che in ordine alfabetico sono: Bolsena, Capodimonte, Gradoli, Grotte di Castro, Marta, Montefiascone e S. Lorenzo Nuovo. Fin dalle gare preliminari alla finale che si sono tenute nelle acque dei vari paesi partecipanti, settimanalmente nei mesi di luglio e agosto 1996, la partecipazione dei turisti e dei tifosi è stata buona. La finale del 1997 a 535 anni da quella storica del 1492 ha riservato un esito a sorpresa. Si presenta favorito alla partenza, l’equipaggio di Capodimonte che col margine di punti conquistati nelle gare preliminari dell’anno precedente, è sufficiente un piazzamento per vincere il Palio. Alla partenza però, al capovoga di quest’equipaggio, saltano i nervi dopo un diverbio coi giudici; e il suo deplorevole comportamento continuato durante la competizione, getta al vento una sicura affermazione che è così offerto in un piatto d’argento all’equipaggio di Marta che si aggiudica gara e Palio.

Le città sul Lago di Bolsena

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