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Gastronomia e vini Stampa E-mail
Scritto da Italo Arieti   
 
  • La cucina della zona di Viterbo può considerarsi una riuscita mescolanza fra i sapori di quella romana, gli odori di quella toscana e la semplicità di quella umbra. Il piatto più tradizionale è certamente l'acquacotta, che ha quattro ingredienti fondamentali: il pane casareccio raffermo; le verdure selvatiche, prima fra tutte la cicoria di campo (insieme con patate pomodori e cipolla); la mentuccia, che gli conferisce il caratteristico odore della nostra terra; l'olio extra vergine di oliva, messo a crudo al momento di servire. Se poi si arricchisce con l'aggiunta del baccalà acquista le caratteristiche di un piatto unico ideale. Altro piatto unico, gustoso e originale, è la zuppa con l'agnello (condita con verdure varie).
  • Tra i primi piatti, da menzionare i vari tipi di pasta fatte in casa, come i "lombrichelli", la  "pasta straccia", gli "gnocchi col ferro", gli "strozzapreti". Molto diffuse anche le minestre di legumi (pasta e fagioli, pasta e ceci, riso e lenticchie), compreso il classico minestrone viterbese. Tra i secondi a base di carne predominano quelli preparati con gli animali da cortile, coniglio e pollo innanzitutto, che vengono cucinati sia in padella (alla cacciatora) sia al tegame. Ma il piatto più caratteristico è la "pignattaccia", uno stufato, cotto al forno in un tegame di coccio, composto da ritagli di carne e interiora di bovino e suino, insieme con verdure varie. Per i secondi a base di pesce vengono utilizzati prevalentemente i freschissimi pesci dei laghi di Vico e di Bolsena, che vanno dai lattarini ai delicati filetti di persico, dal coregone al luccio, fino alle arcinote anguille del lago di Bolsena.
  • Tra i contorni di origine vegetate, da citare l'uso di numerose erbe selvatiche, che compogono la saporitissima "misticanza", mentre i formaggi più diffusi sono quelli fatti con il latte di pecora (pecorino). I dolci più caratteristici sono quelli legati alle varie festività: a Natale, oltre al pangiallo e al pane del Vescovo, sono ancora diffusi i tradizionali maccheroni con le noci; a Pasqua sono tornate di moda le profumatissime pizze, per S.Giuseppe le frittelle di riso, a Carnevale i ravioli con la ricotta e le  castagnole alla sambuca. 
Cucina viterbese
  • Al di fuori delle festività, molto apprezzate per chiudere il pasto sono le ciambelline con il vino, le crostate con la ricotta o con le visciole e poi tutti i dolcetti fatti con le nocciole dei Monti Cimini, tra i quali primeggiano i "tozzetti" da inzuppare nel vino da dessert (Aleatico di Gradoli) della zona. E, a proposito di vini, da non trascurare l'offerta enologica che propone questo territorio: tra i vini DOC piu diffusi, il più noto è l'Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, che si accompagna bene con antipasti e pesce, specie quello di lago; molto diffuso è anche l'Orvieto classico, che (a dispetto del nome, legato alla bellissima cittadina in provincia di Terni) viene prodotto in parte in provincia di Viterbo.
  • Si tratta di un vino versatile da pasto: l'abboccato è più leggero e delicatamente amabile, il secco mantiene sempre un sapore tenue, ma con una leggera traccia di amarognolo. L'Aleatico di Gradoli, dal bouquet di rosa muschiata, si presta ottimamente come accompagnamento ai dessert a base di dolci secchi; l'ultimo arrivato è il Vignanello, un altro vino tipico da pasto, che solo recentemente ha ottenuto il riconoscimento DOC.

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