Viterbo - Bagnaia - Villa Lante - Foto E-mail
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illa Lante" perché la famiglia Lante della Rovere l'ha avuta prima in enfiteusi e poi in proprietà, dal 1656 al 1933. La Villa (giardino all'italiana e parco) occupa, all'incirca, la superficie di 22 ettari che nei primi anni del '500 il Card. Raffaele Riario fece cingere da un alto muro per crearvi "il barco" e cioè una riserva di caccia. Per trasformare "il barco" nell'attuale villa ci sono voluti quasi cento anni e l'ambizione di questi "patroni" di Bagnaia: Card. Nicolò Ridolfi, toscano; Card. Giovanni Francesco Gambara, lombardo (1568-1587); Card. Federico Cornaro, veneto (1587-1590); Card. Alessandro Peretti Montalto, marchigiano (1590-1623). La tradizione vuole che "il giardino all'italiana" sia concezione di Jacopo Barozzi da Vignola. Prove documentali, determinanti, di questa "paternità" vignolesca non se ne sono ancora trovate. L'architetto senese Tommaso Ghinucci, ha, invece, ottime referenze da opporre: quella del Card. Gambara (1574) grato per i grandi servigi ricevuti nella "architettura del barco"; l'altra di Michel de Montaigne (1581) che trovatolo "conduttore" anche di questa opera in Bagnaia.

Viterbo - Bagnaia - Villa Lante

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