Viterbo - Foto Trasporto Macchina Santa Rosa - 2011 Stampa E-mail
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La Macchina. I Facchini. La Festa. I Vip. Le Autorità

Alle 21 del 3 settembre di ogni anno, da oltre 750 anni, Viterbo vive il suo più alto momento di celebrazione della tradizione e della fede: si tratta del Trasporto della Macchina di Santa Rosa, una "torre" illuminata alta 28 metri e pesante 50 quintali portata a spalla per le vie abbuiate della città su un percorso non privo di insidie da 100 uomini detti Facchini. E' uno spettacolo ricco di emozioni e suggestioni, al quale ogni anno assistono decine di migliaia di persone provenienti da ogni dove, stipate lungo il percorso della Macchina, che gridano, piangono, pregano, incitano i Facchini nella loro straordinaria prova di forza e fede.

La tradizione del Trasporto della Macchina di S. Rosa nasce il 4 settembre del 1258, data in cui avvenne, per volontà di Papa Alessandro IV, la solenne traslazione del corpo intatto della Santa Viterbese dalla modesta sepoltura della fossa comune di S. Maria del Poggio al Monastero della Clarisse, che poi prese il nome di colei che i Viterbesi chiamano "la Santa Bambina", morta a soli 18 anni, nel marzo 1251.

Il semplice baldacchino sul quale venne effettuata la traslazione, crebbe con gli anni in ricchezza di particolari, strutture artistiche aggiuntive e altezza. Con il tempo, una statua della Santa sulla sua sommità sostituì la processione con il corpo, che venne conservato nella Basilica a Lei dedicata, e la celebrazione venne divisa in due distinti momenti: il pomeriggio del 2 settembre, la sfilata del Corteo Storico con la reliquia del cuore della Santa portato in processione; la sera del 3 settembre, il Trasporto della Macchina di Santa Rosa.

La Macchina viene cambiata ogni 5 anni, con un concorso di idee promosso dall'Amministrazione Comunale.

"Fiore del Cielo".

Il basamento richiama gli elementi architettonici dei quartieri medioevali di Viterbo, come le scalinate e le fontane, e quelli iconografici tipici della città, come i leoni e le palme.
Al di sopra, tre grandi eliche si avvolgono verso il cielo accompagnate da nove angeli trionfanti. "FioredelCielo" è illuminata da centinaia di candele e impreziosita da centinaia di rose rosse. All'interno tre globi di diversi colori rappresentano le fasi della vita di Santa Rosa: l'ultimo la sostiene in una nuvola di luce. 


CARATTERISTICHE

Materiali: Acciaio, alluminio, polistirolo, stucco, pittura ad acqua, tessuto trevira
Struttura: Traliccio in acciaio e alluminio
Illuminazione: LED, luci alogene, candele
Colore: Oro, rosso, verde, ocra
Decori: 900 rose
Dimensioni: 6 x 4.3 x h 28 m
Peso: 5 tonnellate

Il Percorso

  • Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa avviene su un percorso di circa un chilometro che prevede cinque soste. La macchina si muove da Porta Romana alla 21, su ordine del capo dei facchini di Santa Rosa, dopo che i facchini hanno ricevuto, nella vicina chiesa di San Sisto, la benedizione "in articulo mortis". La prima sosta è a Piazza Fontana Grande. La seconda è prevista a Piazza del Plebiscito, davanti al Palazzo Comunale ed alla Prefettura. Prima di appoggiarla sui cavalletti, i facchini fanno compiere alla macchina uno o più giri su se stessa, in segno di riverenza e saluto agli ospiti che assistono al trasporto.
  • La terza sosta è a Piazza delle Erbe, accanto alla famosa fontana con i leoni, la quarta davanti alla chiesa del Suffragio, prima di affrontare la parte più stretta di Corso Italia, la quinta ed ultima sosta viene effettuata a piazza del Teatro e prevede l'ultimo tratto, tutto in salita, che i facchini compiono di corsa con l'ausilio di altri venti che tirano la macchina con le corde. E' questo il momento più delicato del percorso, per il dislivello della strada che porta al santuario. La macchina viene poi definitivamente appoggiata sui cavalletti nella piazza antistante la basilica dedicata alla Santa di Viterbo.

I Facchini

  • I facchini di Santa Rosa sono il "motore" della macchina. La riuscita del trasporto del 3 settembre è dovuta alla loro abilità e al loro sacrificio. Riuniti da oltre 20 anni in un sodalizio nella cui sede è possibile ammirare i modellini della maggior parte delle macchine costruite, i facchini si dividono in "ciuffi", (coloro che stanno sotto la macchina e hanno sulla testa un cuscino-cappuccio per proteggersi dagli urti), le "spallette" (quelli che sostengono la macchina da uno dei lati), "stanghette" (di ausilio di trasportatori, e stanno al di fuori della macchina) e "leve" (i venti che entrano in azione nell'ultima parte del percorso in aiuto alle file posteriori dei facchini per distribuire equamente il peso della macchina).
  • La giornata del 3 settembre per i facchini, che indossano la tradizionale divisa (camicia bianca, pantaloni bianche alla zuava, calzettoni, scarponcini neri con stringhe, fazzoletto bianco legato in testa "alla pirata" e fascia rossa in vita), rappresenta il momento più esaltante: dalla vestizione in casa, al "giro" delle chiese, dalla benedizione "in articulo mortis" fino alla conclusione del faticoso trasporto con l'abbraccio dei parenti e l'ovazione della gente.

Viterbo - Trasporto Macchina Santa Rosa - 2011

Viterbo - Trasporto Macchina Santa Rosa - 2011