Viterbo - S. Angelo di Roccalvecce - Sagra delle Ciliegie Stampa E-mail
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Le ciliegie di Sant'Angelo di Roccalvecce

A Sant'Angelo di Roccalvecce, piccolo borgo alle porte di Viterbo, Sagra delle Ciliegie, tradizionale manifestazione organizzata dalla Pro loco.

Cenni Storici su S. Angelo di Roccalvecce

S.Angelo è un piccolo paese immerso nel verde, e incastonato nel fianco della collina rivolto a sud, da cui lo sguardo può spaziare dai Monti Cimini fino agli Appennini Umbri.

E' stato fondato intorno al 1700 da alcuni pastori provenienti dalla vicina Umbria, dalle Marche e dagli Abruzzi, che hanno costruito le prime case servendosi dei resti di mura saracene ed etrusche, ancora oggi visibili nella zona.

Nel 1750 circa, sotto l'impulso dell'allora Vescovo Mons. Iacobini, iniziarono i lavori per la costruzione della Chiesa edificata nello stesso punto in cui sorgeva un vecchio Convento dei Frati Benedettini, che fu raso al suolo da un violento incendio. Alla Parrocchia fu dato il nome di S. Michele Arcangelo e alI' abitato sorgente intorno, quello di S. Angelo.

poiché gli abitanti del paese erano ancora pochissimi i lavori per la costruzione della Chiesa vennero sospesi per essere poi ripresi nel 1810 e completati attorno a11820.

Le prime famiglie insediatesi in questo villaggio furono i Micci, i Santoni ed i Chiovelli che ancora oggi lo popolano.

La prima scuola elementare fu costruita ne11930, successivamente fu sostituita da un altro edificio, oggi anch' esso purtroppo inutilizzato.

Nello stesso anno fu inaugurata l'illuminazione pubblica e fu costruita la prima fontana pubblica alimentata dalla sorgente "Conicchio" che ha avuto un ruolo molto importante per la comunità fino a11950, anno in cui è stato inaugurato l'attuale acquedotto.

Come tutti i paesi agricoli, anche il nostro ha subito l' esodo di molti dei suoi abitanti verso località più ricche, ma in occasione della "Sagra delle ciliegie" si riveste di nuova vita, voci, colori e suoni si mescolano nell'allegra confusione tipica delle fiere campagnole di una volta.

Lo scenario che si offre agli occhi dei visitatori, nel periodo quasi estivo della "Sagra", è un caleidoscopio di colori dove al verde dei folti boschi si mischia il rosso delle ciliegie mature.

Gli abitanti di S. Angelo, i "Santangiolesi", accolgono i visitatori, "i forestieri", sempre con un sorriso, felici di far conoscere a quanta più gente possibile le loro ciliegie dal sapore d'ambrosia.

La "Sagra" è un appuntamento immancabile dall'ormai lontano 1981 e la sua longevità testimonia la popolarità che anno dopo anno riscuote nei paesi vicini e lontani. Gran parte del merito va a chi ha voglia di mantenere viva la tradizione e chiunque condivide questa voglia e vuole gustarsi delle ciliegie che anche gli dei c'invidiano è invitato a festeggiare con noi la vera e unica "Sagra delle ciliegie" il primo week-end di giugno. Diffidate delle imitazioni!


Come raggiungerci

da nord: percorrere verso sud la A1 ed uscire al casello di Orvieto. Proseguire a sinistra e, dopo circa 4 km prendere a
destra per Castiglione in Teverina, Graffignano, S.Angelo.
da sud: percorrere verso nord la A1 ed uscire al casello di Attigliano. Proseguire a sinistra e dopo circa 2 km prendere a
destra per Graffignano, S.Angelo.
da Viterbo: 22 Km. verso nord, seguendo Strada Teverina per Celleno, Roccalvecce e S. Angelo.
da Orvieto: 30 Km. verso sud
da Roma: 100 Km. verso nord

Il nome

Il nome Roccalvecce ha una etimologia ancora non definita con certezza. L'ipotesi più accreditata si ricollega alla denominazione Rocca del Veccio o Veccia, una specie di leguminosa presente in questo territorio, coltivata come foraggio.
Intorno alla metà del 1700 fu costruita una chiesa in onore di S.Michele Arcangelo; all'abitato limitrofo fu dato il nome di S.Angelo.

Lo stemma

Lo stemma attuale è quello di Viterbo e viene descritto schematicamente in questo modo:
1) LEONE: antico stemma guelfo della città (sec. XI). 2) PALMA: emblema della città di Ferento, appropriatosi dai Viterbesi dopo la distruzione della medesima nel 1172. 3) ASTA: sormontata dall’aquila bicipite, donata alla città dall'Imperatore Federico I Barbarossa, nel 1167.
4) BANDIERA DELLA CHIESA: croce bianca in campo rosso colle chiavi decussate. Donata alla città nel 1315 perché la desse al suo leone.

La storia

Le prime notizie del castello risalgono al 1199, anno in cui si narra che Rinaldo del Veccio fu ucciso nel corso della battaglia tra viterbesi e romani; difficile dire se si trattasse del feudatario di Roccalvecce. Ciò che è certo è che Roccalvecce fu nel Medioevo un sito importante ed ambito e che ricoprì questo ruolo almeno fino a tutto il XVII secolo.
Nel 1579 i Baglioni divennero proprietari di 5/6 di Roccalvecce, mentre la parte rimanente era posseduta dai Chigi per effetto del matrimonio di Battistina Gatti con Francesco Gatti di Siena. Nel 1642, i Baglioni vendettero la loro parte di Roccalvecce a Prospero Costaguti con il consenso del pontefice Urbano VIII, per 61.500 scudi; in questo stesso anno il popolo del Comune giurava fedeltà al nuovo proprietario del castello. Nel 1685 il rimanente territorio fu acquistato da Giovanni Giorgio Costaguti da Lorenzo Chigi, fratello di Francesco.
S.Angelo, invece, è stato fondato intorno al 1700 da alcuni pastori provenienti dalla vicina Umbria, dalle Marche e dagli Abruzzi, che hanno costruito le prime case servendosi dei resti di mura saracene ed etrusche, ancora oggi visibili nella zona.
Le prime scuole pubbliche furono costruite nel 1930 e nello stesso anno fu inaugurata la pubblica illuminazione.
Anche dal punto di vista amministrativa questo territorio ha subito varie vicissitudini.
Fino al 1929 Roccalvecce rimane Comune autonomo, estendendo il proprio comprensorio fino a Sipicciano; ancora oggi esiste una iscrizione nella piazza principale di questo paese, che ricorda come il Comune di Roccalvecce lo avesse dotato di acqua potabile.
Dopo di che S.Angelo e Roccalvecce furono annesse al Comune di Celleno fino al 1946. L'atto finale fu quello di accorpare il nostro territorio al Comune di Viterbo. Dal 1979, anno di istituzione delle Circoscrizioni Amministrative, S.Angelo e Roccalvecce costituiscono la X
Circoscrizione della Città di Viterbo. Nel 1980 per celebrare la ciliegia santangiolese si inaugura la I Sagra delle Ciliegie, che ancora oggi si festeggia il primo fine settimana di giugno. Dal 2006 il Comune di Viterbo aderisce all’Associazione nazionale Città delle Ciliegie, delegando la X Circoscrizione a rappresentarlo nelle diverse iniziative organizzate dall'Associazione stessa.

Il personaggio

Majocchi Domenico, medico - Roccalvecce 1849; Bologna 1929. Insegnò dermosifilopatia all’Università di Bologna; eminente studioso delle malattie della pelle, ha lasciato notevoli studi inerenti alla sua specialità.

La curiosità


Più che curiosità è la storia di come è nata la devozione per la Madonna del Nespolo da parte dei Rocchigiani e Santangiolesi.
La tradizione narra che nel 1428 apparve ad alcuni pastori sopra un nespolo una tegola con incisa la figura della Madonna con un bambino in braccio. Portarono questo oggetto nella loro abitazione, ma all’indomani non lo trovarono più e senza indugio tornarono nel luogo della scoperta ed effettivamente la ritrovarono proprio lì, sull'albero, come il giorno precedente. Si dice che la pregarono come meglio seppero e al tramonto la portarono di nuovo a casa. Ma anche questa volta, nonostante le precauzioni prese l'immagine tornò sul nespolo. Episodio che poi si verificò per la terza volta. Decisero allora di costruire proprio in quel luogo una chiesa di culto e preghiera, e la
tegola fu collocata in una nicchia sopra l’altare. Sul finire del 1800, fu la solerzia dell’Arcipprete Parroco di Roccalvecce, don Giovanni Sonni, che formò una Deputazione di cittadini per erigere un nuovo tempio alla Madonna. Iniziarono i lavori e con il concorso del popolo di S.Angelo e Roccalvecce, si realizzò il Santuario in cui tutti oggi ci si raccoglie in preghiera e si festeggia la Madonna del Nespolo l'8 settembre di ogni anno.

In campagna

La X Circoscrizione del Comune di Viterbo è circondata dalla presenza di fontanili rurali, alcuni dei quali recentemente restaurati, per rinverdire le nostre tradizioni, anche attraverso feste nel periodo primaverile. E' possibile effettuare bellissime escursioni nel meraviglioso saliscendi naturale, che caratterizza questo territorio. La macchia mediterranea fa da cornice a tutto il nostro comprensorio.

Da visitare

La Circoscrizione comprende 2 centri abitati: Roccalvecce, che con il suo Centro storico viene denominata “ la piccola San Marino e S.Angelo, dove è preminente la produzione di Ciliegie. Al centro del paese di Roccalvecce in Piazza Umberto I, una bella piazza quasi una sala all'aperto, si ergono Palazzo Costaguti, ristrutturato e completato nel 1700 ed oggi accuratamente restaurato nel rispetto della tradizione della famiglia Costaguti e la Chiesa di S.Paolo Apostolo, risalente al '700, una volta di pertinenza del castello ed oggi Chiesa Parrocchiale.
Tra i centri abitati di Roccalvecce e S.Angelo si erge il Santuario della Vergine Santissima del Nespolo e la tradizione dice che la Madonna apparve sopra un nespolo ad alcuni pastori nel 1428.
Al centro di S.Angelo sorge la Chiesa dedicata a S.Michele Arcangelo, edificata a partire dal 1790 sui resti di un Convento dei Frati Benedettini, raso al suolo da un violento incendio.

Piatti tipici

Piatti tipici locali: umbrichelli, pasta fresca di farina, acqua e sale con sugo piccante pizza povera, con pomodoro, aglio, erbetta ed aglio acqua cotta, zuppa contadina con verdure, patate, baccalà e pane bruscato maccheroni con le noci, dolce tipico natalizio

Le ciliegie

La produzione di ciliegie è preminente nella campagna santangiolese, che confina con il territorio del Comune di Graffignano.
Le varietà tipiche che da noi si riscontrano sono la Maggiolina, che matura intorno alla metà di maggio, con polpa rosso porpora e buccia tendente al nero, è ideale per confetture e crostate.
Ravenna a gambo corto e a gambo lungo, che cominciano a maturare la prima settimana di giugno e la loro produzione si protrae fino alla metà del mese. Entrambe rientrano nella famiglia delle durone, ma senza dubbio la regina è la Ravenna a gambo corto, fiore all'occhiello della produzione santangiolese.
Esistono altre varietà, ma meno importanti dal punto di vista della produzione, tra le quali ricordiamo la Bella di Pistoia e le cosiddette Poro (Povero) Titta.
La Sagra delle Ciliegie ha senza dubbio contribuito al rilancio ed ad un maggiore interesse verso la ciliegicoltura. Nell'ambito dei festeggiamenti da ricordare la sfilata di carri allegorici, la distribuzione di una maxi torta a forma di cuore a base di ciliegie, che prende appunto il nome di "Ciliegia nel Cuore" e la passeggiata nelle nostre campagne, denominata La Marcialonga delle Cerase.

Il dialetto

La tradizione rocchigiana e santangiolese vuole che siano attribuiti originali soprannomi a propri cittadini. Alcuni sono particolarmente curiosi e riguardano sia il passato che il presente:

Pettiere, Bombetta, Brutto de Gallese, Rozzetta, Raspi, Minelli, Pallino, Mecocci, Navarro, Pirino, Lallo, Pennello, Cupini, Barbabietola, Tubetto, Mazzafionca e molti altri. Tra le varie filastrocche, che si possono ricordare, ce ne una che mette in luce un pò i difetti dei tre paesi cerasicoli viterbesi: Alla Rocca meno ce tocca, a Celleno ce tocca de meno e a S.Angelo tutti piagnono.

Eventi


3° sabato di aprile: festa di primavera
1° fine settimana di giugno: sagra delle Ciliegie
1^ domenica di giugno: marcialonga delle cerase.
Dal 15 giugno al 21 settembre: estate santangiolese
Dal 15 luglio al 10 settembre: estate rocchiggiana
8 settembre: celebrazione della S.S. Madonna del Nespolo
29 settembre: celebrazione S. Michele Arcangelo
26 dicembre: presepe vivente
(Fonte: http://www.sagradelleciliegie.it)

Pro Loco Roccalvecce

P.ZZA UMBERTO I°, 12
01020 Roccalvecce (VT)
Tel./Fax 0761/910080 - 0761/227271
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